In tutti questi mesi di pandemia, giustamente, si è focalizzato l’attenzione sul problema dell’intervento in acuto per le persone affette da COVID-19, per salvare più vite possibili. Fin dall’inizio è apparso chiaro come le conseguenze dell’infezione possono essere rilevanti per le persone che ne sono state affette.

Il COVID-19 non è solo una malattia polmonare ma è una malattia sistemica che interessa diversi apparati del nostro organismo.per questo oltre al problema polmonare possono persistere tutta una serie di sintomi che interessano diversi apparati incluso il sistema nervoso centrale e periferico. Il risultato è che possiamo avere sintomi di stanchezza estrema, non solo fisica ma anche mentale, problemi di memoria, problemi di dolori nelle diverse articolazioni e problemi muscolari.

Questa condizione ha effetti gravemente disabilitanti che interferiscono pesantemente con la vita quotidiana e che possono portare a problemi nel reinserimento lavorativo. Per questo, la sindrome Long COVID va riconosciuta e va curata. In questo contesto Non si hanno certezze sui tempi di durata di questa condizione patologica ma quello che sperimentiamo quotidianamente e che si assiste, normalmente, ha dei progressi anche se lenti. importante la riabilitazione che permette di far migliorare sia l’aspetto polmonare che l’aspetto fisico più in generale. Anche la riabilitazione cognitiva è importante per riacquisire le adeguate funzioni attentive e di memoria che spesso sono coinvolte.

Non si hanno certezze sui tempi di durata di questa condizione patologica ma quello che sperimentiamo quotidianamente e che si assiste, normalmente, ha dei progressi anche se lenti.
Questa sindrome può colpire tutte le persone che sono state affette da covid-19 e indipendentemente dalla gravità iniziale della malattia. La causa è probabile che sia un effetto di reazione autoimmunitaria da parte del nostro organismo rispetto ai vari apparati.


La terminologia più frequentemente usata (5) per definire le fasi che seguono la malattia acuta da SARS-CoV-2 è:
Malattia COVID-19: sintomatica persistente segni e sintomi attribuibili al COVID-19 di durata compresa tra 4 e 12 settimane dopo l’evento acuto;
Sindrome post-COVID-19: segni e sintomi che si sono sviluppati durante o dopo un’infezione compatibile con il COVID-19, presenti per più di 12 settimane dopo l’evento acuto e non spiegabili con diagnosi alternative.
Il Long-COVID comprende sia la forma sintomatica persistente che la sindrome post-COVID.

Oltre all’intervento riabilitativo molto si può fare con attività autogestite che sono ben sintetizzate da questo libretto messo a disposizione dall’organizzazione Mondiale della Sanità: Management Riabilitativo per il Recupero dalla Malattia COVID-19

Altre indicazioni vengono dalla Società italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa con Protocolli di Educazione Terapeutica dedicati alle persone in fase di recupero post-infezione da COVID-19

Per approfondire:

Indicazioni ad interim sui principi di gestione del Long-COVID Documento dell’Istituto Superiore di Sanità

Risk of clinical sequelae after the acute phase of SARS-CoV-2 infection: retrospective cohort study

Urgent Measures for the Containment of the Coronavirus (Covid-19) Epidemic in the Neurorehabilitation/Rehabilitation Departments in the Phase of Maximum Expansion of the Epidemic

Mia intervista di oggi
NAZIONE UMBRIA PERUGIA pag 1,5 – Perugia – Intervista a Mauro Zampolini – «Qui curiamo i Long covid Molti faticano a lavorare» = Long Covid, «molti non riescono a lavorare»

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